Aggiornamento 3I/Atlas

Lo spettacolo di una cometa nel cielo è veramente pieno di fascino, proprio perchĂ© ogni cometa si presenta in modo differente dalle altre, ma lo spettacolo di due comete in una stessa immagine è davvero al di lĂ  dell’immaginazione oltrechĂ© particolarmente raro. Da un articolo apparso su Skyandtelescope ho tratto queste splendide fotografie.

La prima immagine

risale al 18 settembre ed è stata fotografata a Rapel de Navidad in Cile: possiamo vedere sulla sinistra la maestosa Cometa SWAN che raggiunge il pianeta Marte (il puntone rosso in basso) mentre in alto al centro si scorge la cometa interstellare 3I/ATLAS.

Le due comete si trovavano ad una distanza di 3.3° e la foto è ottenuta con lo stacking di 46 immagini di 30 secondi l’una, con un  teleobiettivo da 135mm.

La seconda immagine invece

mostra le due stesse comete che si sono scambiate di posto, con la 3I/ATLAS sulla sinistra e la SWAN sulla destra, fotografate il 20 settembre nell’Isola RĂ©union, nell’Oceano Indiano: le due comete si trovavano a circa 1° di distanza e la foto è ottenuta con lo stacking di immagini, con un telescopio rifrattore da 72mm ed una camera ZWO ASI2600MC Pro.

Parlando di comete e del loro aspetto, visto che ci sono, sempre dallo stesso articolo aggiungo la meravigliosa foto della cometa Lemmon (C/2025 A6)

ripresa il 26 settembre, che presenta una coda di ioni biforcata e piegata. Ma il giorno successivo la stessa cometa appare ancora differente.

presentando un evento di disconnessione della coda di ioni causata dal cambio di polaritĂ  e di velocitĂ  del vento solare: la radiazione ultravioletta del Sole provoca (come sappiamo dalle puntate precedenti) una fluorescenza rispettivamente di colore blu sulla coda da parte di molecole di CO (monossido di carbonio) e di colore verde sulla chioma da parte di molecole di C2.

Vi ricordo a tal proposito che tutte le varie puntate degli aggiornamenti sulla cometa interstellare 3I/ATLAS si trovano su questo blog.

3I/Atlas aggiornamenti.

La cometa interstellare 3I/Atlas si comporta in modo davvero bizzarro. Nota per essere il terzo oggetto interstellare che conosciamo per aver attraversato il Sistema Solare, mostra infatti che c’è qualcosa di profondamente misterioso, molto piĂą di quanto immaginavamo. A riferirlo sono una serie di nuove osservazioni effettuate da HubbleSpherexJwst e Tess, telescopi della Nasa e dell’Esa che hanno tutti catturato la cometa interstellare mentre sfrecciava verso il Sole e che sono tutte disponibili sul server preprint arXiv.

La cometa interstellare, ricordiamo brevemente, ha attirato l’attenzione della comunitĂ  scientifica il primo luglio 2025, quando è stata scoperta dall’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (Atlas) a RĂ­o Hurtado, in Cile. Da allora gli astronomi di tutto il mondo stanno provando a sfruttare al meglio il periodo per studiarla, dato che la finestra temporale sta diventando molto limitata. Il suo massimo avvicinamento al Sole, ossia il perielio, avverrĂ  infatti il prossimo 29 ottobre, ma trovandosi dall’altra parte del Sole rispetto alla Terra, sarĂ  nascosta dal bagliore della nostra stella. Ciò significa che il momento migliore per osservare la cometa interstellare sta rapidamente svanendo, ed è per questo che abbiamo schierato alcuni dei nostri strumenti piĂą potentiper svolgere questo importante compito.

Le stranezze.

Come viene sottolineato in un articolo su ScienceAlert, partiamo dal fatto che sebbene ci sia definita come una cometa interstellare, i dati ci raccontano una storia piĂą sfumata, ossia che è un oggetto davvero strano e che sarĂ  quindi analizzata per molti anni. Le nuove osservazioni multispettrali di Spherex e del James Webb hanno entrambe dimostrato che la chioma contiene una percentuale di anidride carbonica molto elevata, il cui rapporto anidride carbonica/acqua è il piĂą alto mai osservato in una cometa. Nel dettaglio, secondo i dati del Jwst anidride carbonica e acqua sono presenti nella chioma in un rapporto di 8 a 1. Inoltre Tess, che aveva giĂ  individuato la cometa interstellare a maggio scorso, due mesi prima della sua scoperta ufficiale, ha suggerito che era luminosa e attiva giĂ  quando si trovava a 6 unitĂ  astronomiche dal Sole, ben oltre l’orbita di Giove e molto piĂą lontano di quanto facciano la maggior parte delle comete, suggerendo che questo risveglio precoce potrebbe dipendere dalla sua composizione (come appunto l’elevata quantitĂ  di anidride carbonica). Hubble, infine, che ci ha regalato l’immagine a piĂą alta risoluzione ad oggi, ha rivelato che la cometa stessa ha un raggio di circa 2,8 chilometri.

Tutti questi risultati preliminari sono solo il principio, ma potrebbero in futuro dirci qualcosa sull’ambiente in cui si è formata la cometa interstellare 3I/Atlas, sulle condizioni spaziali in cui ha viaggiato e sulla sua composizione. Per saperne di piĂą su questo affascinante oggetto, tuttavia, serviranno ancora ulteriori osservazioni e informazioni. “Le nostre osservazioni sono compatibili con un nucleo intrinsecamente ricco di COâ‚‚,il che potrebbe indicare che 3I/Atlas contiene ghiacci esposti a livelli di radiazione piĂą elevati rispetto alle comete del Sistema Solare, o che si è formato vicino alla linea di ghiaccio della COâ‚‚ nel suo disco protoplanetario di origine”, hanno spiegato i ricercatori in uno degli articolo preprint. “Anche una bassa abbondanza di gas Hâ‚‚O nella chioma potrebbe essere implicata, ad esempio, a causa della penetrazione inibita del calore nel nucleo, che potrebbe sopprimere il tasso di sublimazione dell’Hâ‚‚O rispetto a COâ‚‚ e CO”.

3I/Atlas.

3I/Atlas

In questo ultimo periodo stiamo sentendo molto parlare di 3I/Atlas, “oggetto interstellare” ma facciamo un passo indietro, nel 2017 un altro visitatore interstellare è entrato nel nostro sistema solare dallo spazio profondo. L oggetto è stato avvistato dal telescopio Pan-Starss delle Hawaii, da qui il suo nome Oumuamua che significa “messaggero”. Ma che cosa c entra Omuamua con 3I/Atlas? Bene anche questo “oggetto” ha delle anomalie, a partire dalla classica coda Cometaria, la sua accelerazione e la sua traiettoria: La spinta non gravitazionale, è stato osservato che Omuamua mostrava una piccola ma misurabile accelerazione la quale non era spiegabile con la sola gravità. Anche la forma era particolare, infatti era più lungo e non molto largo poteva ricordare una forma “sigariforme”

Le altre anomalie erano la variazione della luminositĂ , infatti non aveva una rotazione che poteva essere misurata facilmente.Anche questo oggetto come 3I/Atlas (per cui siamo qui a parlarne) viste tutte le anomalie gli scienziati hanno ipotizzato che fosse di origine aliena.

Ma veniamo a 3I/ATLAS, o in gergo C/2025 N1, è stata avvistata dall’ Asteroid Terrestrial-impact Last Allert System a Rio Hurtado in Cile precisamente il 1 luglio 2025 ed era a 4,5 UA  ( UnitĂ  Astronomiche )dal nostro sole. Anche 3I/Atlas è un oggetto che proviene dallo spazio profondo ed è il terzo insieme a Omuamua e Borisov di cui non parleremo in questo articolo. Anche questa “cometa” presenta delle anomalie piuttosto strane, la sua luminositĂ  è talmente forte che si stima che le sue dimensioni siano di 20Km ed emette un bagliore luminoso davanti al nucleo dell oggetto, infatti di norma la luce nelle comete deriva  dalle polveri e ghiaccio che vanno a formare la coda, invece su 3I/Atlas la luminositĂ  proviene dal centro, questo secondo gli studi effettuati da Avi Loeb il quale ha anche studiato Omuamua.

Avi Loeb professore di Harvard sta studiando l oggetto interstellare e secondo i suoi studi 3IAtlas non sarebbe un corpo naturale, ma una costruzione artificiale a energia nucleare. Osservando un immagine del telescopio Hubble Loeb ha notato un bagliore luminoso davanti l oggetto.

Possono essere due le spiegazioni secondo Loeb e cioè che sia un frammento di una supernova che brilla ancora grazie alla radioattivitĂ  oppure cosa ancora piĂą affascinante che sia una nave aliena nucleare è il materiale che si osserva non è gas cometario ma scorie che si sono accumulate per il lungo viaggio. 

Parliamo ora della traiettoria che ha 3I/Atlas secondo sempre Loeb appare molto precisa e studiata per questo pensa sia di origine tecnologica, occorre studiarla ancora per capire e poter affermare tutto ciò.  La sua velocitĂ  è stata stimata  a circa 68 km/S e raggiunge i 77 km/S al perielio che è una velocitĂ  molto alta in confronto alle comete.  La sua orbita iperbolica, la traiettoria non è legata al sole ma è un iperbole il che indica che è solo di passaggio.

Di: Avi Loeb – 28/08/2025

La Notizia 

Pochi secondi prima che il mio volo per Copenaghen decollasse dall’aeroporto Logan di Boston, ho ricevuto un’email con i primi dati del telescopio spaziale Webb relativi a 3I/ATLAS, risalenti al 6 agosto 2025. L’attesa di quindici minuti prima che il WiFi di bordo si attivasse mi è sembrata interminabile. Ma ne è valsa la pena: i dati del Webb, un telescopio a infrarossi da 6,5 metri con un’incredibile sensibilità spettrale, si sono rivelati straordinari.

Osservazione dal telescopio Hubble.

Le osservazioni del Webb hanno confermato ciò che pochi giorni prima era stato riportato anche dal team della missione SPHEREx: attorno a 3I/ATLAS esiste un’enorme nube di anidride carbonica (CO₂), con quantità sorprendentemente basse di acqua (H₂O) e monossido di carbonio (CO).

Mentre Webb ha fornito immagini con una risoluzione senza precedenti, SPHEREx è riuscito a mappare questa nube di CO₂ fino a 348.000 chilometri dal nucleo dell’oggetto. Si tratta di un’estensione enorme, sfericamente simmetrica, che differisce molto da ciò che osserviamo normalmente nelle comete del nostro Sistema solare.

Nessuna coda cometaria

Un dato particolarmente curioso riguarda l’assenza di una coda. Le immagini ad alta risoluzione del telescopio Hubble già lo avevano evidenziato: 3I/ATLAS non mostra la tipica scia di polveri che ci aspetteremmo da una cometa. Questo significa che non rilascia grandi quantità di particelle delle dimensioni della luce visibile, ma probabilmente piccoli frammenti di ghiaccio di CO₂ che, sublimando, formano la nube osservata.

In base alla riflettanza misurata, i dati suggeriscono che 3I/ATLAS abbia un diametro fino a 46 chilometri, un valore enorme se confrontato con la precedente cometa interstellare 2I/Borisov. In termini di massa, il nucleo di 3I/ATLAS risulterebbe un milione di volte piĂą grande.

Una composizione fuori dall’ordinario

La spettroscopia infrarossa realizzata con lo strumento NIRSpec del Webb, a una distanza dal Sole di 3,32 unità astronomiche, ha mostrato un rapporto tra CO₂ e H₂O pari a 8: uno dei più alti mai osservati. La quantità di vapore acqueo è appena il 5% di quella dell’anidride carbonica, un valore 16 volte più estremo rispetto a una tipica cometa alla stessa distanza.

In altre parole, 3I/ATLAS possiede un nucleo intrinsecamente ricco di CO₂, con pochissima acqua: un’anomalia che lo distingue nettamente dagli oggetti simili che conosciamo.

3I/Atlas
L orbita di 3I/Atlas.

Se le dimensioni di 3I/ATLAS fossero davvero quelle stimate, ci troveremmo davanti a un enigma ancora più grande. Secondo le nostre attuali conoscenze, nello spazio interstellare non dovrebbe esserci abbastanza materiale roccioso da giustificare la comparsa “casuale” di un oggetto così massiccio nel Sistema solare. Inoltre, statisticamente, avremmo dovuto scoprire prima molti oggetti più piccoli e comuni, come 2I/Borisov, piuttosto che un corpo gigantesco di 46 chilometri.

 Ad oggi quello che si conosce dell oggetto interstellare con gli studi le osservazioni e calcoli matematici alla mano possiamo dire sicuramente che ha qualcosa di anomalo di diverso, nessuno dice che siano alieni, ma come detto è qualcosa di mai visto.  Anche la sua orbita è anomala infatti è retrograda ed è allineata ad alcuni pianeti del sistema solare le possibilitĂ  che questo avvenga sono infinitesimali.

La composizione della superficie di 3I/Atlas.