Un saluto a tutti da osservatori del cielo, come avrete capito leggendo i post e gli articoli che tratto sul mio blog sono un appassionato di Ufo Alieni e Abduction, tratto questi argomenti da molto tempo, se avete segnalazioni o avete fatto degli avvistamenti sono a vostra disposizione garantio il massimo riserbo e anonimato, per qualsiasi info scrivetemi a osservatoridelcielo@virgilio.it
Il Progetto Blue Book.
Progetto Blue Book, con migliaia di casi UFO, è tutto on-line
Gli oltre 12.000 avvistamenti di UFO del Progetto Blue Book studiati dall’aeronautica militare americana si possono leggere e studiare in Internet. Un lavoro durato anni che permette di analizzare gli avvistamenti (anche quelli controversi) avvenuti tra il 1947 e il 1969.
“Welcome to the Project Blue Book Collection”. Si apre così il sito dove, dopo decenni di richieste da parte del pubblico e soprattutto di ricercatori UFO, vengono messi a disposizione gratuitamente tutti i casi raccolti e studiati dal Progetto Blue Book, l’ultimo di una serie di studi sistematici condotti dell’aeronautica militare statunitense (USAF), tra il 1947 e il 1969, sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati nel territorio statunitense e in buona parte delle Americhe e dell’Europa.

Sul sito sono oggi disponibili e ricercabili tutti i 12.618 rapporti catalogati in quegli anni dall’Air Force nel Blue Book Project. Ogni segnalazione, avvistamento e caso misterioso veniva raccolto e analizzato per scoprire – con la tecnologia e le conoscenze di allora – se si trattasse di un “contatto” con alieni potenzialmente ostili o pericolosi.
Perché SONO ANCORA interessanti. Le conclusioni del Progetto Blue Book non furono particolarmente esaltanti per gli ufologi che, proprio per questo, le contestarono con veemenza. Secondo il governo americano soltanto 701 avvistamenti, il 5,5% del totale, non avevano una spiegazione convincente, mentre la stragrande maggioranza degli avvistamenti non aveva nulla a che fare con astronavi aliene. Uno smacco per tutti coloro che – anche in buona fede – erano alla ricerca di un contatto con gli alieni.
Diversi ufologi, tuttavia, hanno sempre sostenuto che i numeri non quadrassero, perché in realtà i casi non identificati sarebbero stati 560. Perché allora l’Usaf avrebbe dato una cifra diversa? Inoltre secondo altri ufologi i casi sarebbero stati circa 14.000 e di questi ben 1.600 poco o per niente chiari.
Alla ricerca di una spiegazione. Forse ora, un’analisi più accurata e con metodi attuali potrebbero risolvere le discrepanze e verificare se le centinaia di ufo senza spiegazione potrebbero trovarne una. È proprio questa la tesi del creatore del sito, John Greenwald (non c’entra nulla con Gleen Greenwald, il giornalista che ha raccolto le confessioni e i dati di Edward Snowden sui programmi di sorveglianza di massa) che, avvalendosi del Freedom of Information Act, ha chiesto e ottenuto dal Governo statunitense di avere tutti i documenti e con pazienza li ha messi nel sito.
Casi limite. Tra questi, c’è il famoso avvistamento di Kenneth Arnold, il quale, il 24 giugno del 1947 osservò nove Ufo muoversi in diagonale in formazione a velocità elevatissima. Essi sorvolavano il Monte Rainier. In quell’occasione venne coniato il termine “Flaying Saucers”, “piatti volanti”, con il quale gli Ufo vennero poi chiamati negli Stati Uniti e un po’ in tutto il mondo.
Non ci sono invece documenti che riguardano l’incidente di Roswell, il controverso caso di un presunto oggetto alieno caduto nel luglio del 1947 in New Mexico. In compenso ci sono casi davvero singolari come quello di un gruppo di persone che rimangono per oltre un’ora ad osservare un oggetto in cielo dal colore verdastro che poi loro stessi individuano come il pianeta Venere
Gli otto avvistamenti italiani non ancora spiegati.
1 – I primi “oggetti volanti non identificati” definiti come tali, cioè i primi Ufo (erano 9), furono avvistati il 24 giugno 1947 dall’aviatore statunitense Kenneth Arnold. Da lì a poco si cominciò a parlare di “dischi volanti”, civiltà extraterrestri e “incontri ravvicinati del 3° tipo” tra umani e alieni. Ma gli avvistamenti esistevano anche prima: gli annali sono pieni di prodigi, fenomeni, apparizioni. Anche in Italia.
2 –
Inseguiti da sfere luminose – Friuli marzo 1945. Una notte, di rientro da una missione sulle Alpi, l’intero equipaggio di un bimotore Boston del 55° Squadrone cacciabombardieri della Raf, di stanza a Forlì, osservò 6 palle di fuoco grandi 3 volte la Luna. Erano allineate come una collana sfilacciata e brillavano di un rosso intenso, come sfere di ferro incandescente. L’aereo effettuò molte manovre per evitarle.
Misteri bellici. Raggiunta la costa a sud di Trieste, il velivolo arrivò a toccare l’acqua per sfuggire alle sfere misteriose, che sembravano aver influenzato gli strumenti di bordo. Fu una delle tante apparizioni di quelli che furono definiti “foo-fighters”, un mistero della Seconda guerra mondiale.
3 – La sfera della contessa – Montespertoli (Fi) 1° novembre 1864 L’ avvistamento più antico tra quelli raccolti in queste pagine è stato riportato dopo soli tre anni dall’Unità d’Italia dalla contessa Baldelli, appassionata di astronomia, sulla rivista Astronomical Register. La nobildonna raccontò che la sua attenzione era stata attratta da un “bianco globo di fuoco molte volte più grande della luna piena” che restava sospeso nell’aria pressoché immobile.
Sfere colorate. Erano le 22:53. Una grande porzione di cielo circostante era illuminata dalla luce bianca con ombre di arancio e blu. Dopo un minuto abbondante.
4 – Alieni e schegge metalliche – Abbiate Guazzone (Va) 24 aprile 1950. Erano le 22 circa quando un operaio notò nell’oscurità uno strano oggetto al suolo: era come una palla schiacciata, alta circa 10 metri, dotata di un portello aperto e di scaletta. Presso l’oggetto c’erano due individui, un terzo era posto sopra una specie di “elevatore meccanico” e stava come saldando, producendo uno scintillìo. Gli individui, alti circa 1,7 m, indossavano scafandri e maschere trasparenti. Pensando di trovarsi di fronte a un aereo sperimentale in avaria, l’uomo offrì il suo aiuto. Gli individui compirono strani gesti, emettendo suoni gutturali.
5 – Un “normale” aereo militare? – Cagliari-Elmas 27 ottobre 1977. Alle 17:48, nei pressi dell’aeroporto militare, gli equipaggi di 3 elicotteri del 21° Gruppo squadroni “Orsa Maggiore” dell’Aviazione leggera dell’esercito, in volo d’addestramento, osservarono per alcuni secondi un “cerchio molto luminoso” arancione che si muoveva ad alta velocità alla loro stessa quota. Alle 18:35 pure il personale della torre di controllo osservò l’Ufo in prossimità di uno degli elicotteri. Sorpassatolo lentamente, l’oggetto iniziò a salire aumentando la velocità fino a superare quella di un jet militare. L’Ufo fu osservato da una decina di cittadini e dai militari a terra.
6 –
L’ufo degl agenti delle imposte – S. Pietro a Patierno (Na) aprile 1937. Alle 2 di notte, due agenti delle imposte si trovavano in perlustrazione nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Capodichino, quando sentirono alcune grida. Un agente diresse la sua torcia elettrica in direzione delle voci, e a circa 50 metri illuminò un oggetto che si innalzò da terra a forte velocità. Aveva una struttura simile a due piatti capovolti, di circa 25 metri di diametro e alta da 4 a 6 metri, che si diresse verso il Vesuvio, lasciando dietro di sé una scia luminosa di colore bianco-azzurro.
Con gli oblò. L’oggetto era dotato di luce propria, di colore bianco-argenteo. La parte inferiore era leggermente schiacciata, con una piccola cupola, presente anche nella parte superiore. Sulla sua superficie c’erano 3 file di oblò dai quali fuoriusciva una debole fluorescenza. Malgrado la brevità dell’osservazione, circa 30 secondi, gli agenti rimasero traumatizzati.
7 –
una sfera con due appendici cilindriche vicino al Monte Bianco – Gignod (Ao) 2 luglio 2008. Un pilota di aliante osservò un oggetto bianco avvicinarsi rapidamente alla sua posizione da sotto. Con una virata, l’Ufo si portò in un attimo alla stessa quota. Aveva la forma di una sfera con due appendici cilindriche nella parte inferiore, largo circa due metri e mezzo e, nonostante il forte vento, manteneva una distanza di circa 40 metri. Il pilota chiamò Aosta e chiese se ci fossero altri velivoli in zona. La risposta fu negativa. Dopo circa 5 minuti, l’oggetto passò sopra l’aliante e si allontanò rapidamente. Il testimone era provvisto di Gps, che ha registrato i movimenti dell’aliante: è stato così possibile ricostruire con precisione l’evento, che resta tra i più interessanti degli ultimi anni. Il caso rimane inspiegato, poiché le ipotesi più plausibili sulla natura dell’oggetto (aerostato o drone) risultano poco convincenti a un’analisi approfondita.
8 –
Palombaro volante
– Pescara
15 giugno 1993.
Un comandante dei Vigili del fuoco, in una relazione per il ministero
dell’Interno, dichiarò che, mentre stava svolgendo l’attività di
istruttore di volo a bordo di un elicottero AB 412 con altri 4 piloti a
un’altezza di circa 600 metri, all’improvviso notò un oggetto che gli
veniva addosso e riuscì a evitare l’incidente solo grazie a una pronta e
abile manovra.
Quasi umano. L’oggetto misterioso era alto 1,3 metri, con
sembianze di un piccolo scafandro con un globo a mo’ di testa. Aveva gli
arti inferiori abbozzati, di colore giallo ocra, e due occhi grandi e
ovoidali. Inoltre avanzava contro vento e salendo di quota. Dopo qualche
secondo, l’umanoide si allontanò velocemente rivolgendo la “schiena”
all’elicottero: l’equipaggio notò, allora, che l’alieno aveva un’antenna
trapezoidale. La torre di controllo fu informata dell’avvistamento, ma i
radar non rilevarono alcun oggetto in volo.






9 cose che forse non sai sull’Area 51
Perché si chiama così? Come è stata associata agli UFO? Qual era il suo reale scopo? E perché tanta segretezza? Curiosità reali e storicamente fondate su uno dei luoghi più off-limits al mondo.
Basta pronunciarne il nome per evocare segreti, velivoli sospetti e cadaveri alieni tenuti nascosti. Tra tutti i luoghi misteriosi, l’Area 51 è forse quella più amata dai cospirazionisti, che vi hanno ambientato fantomatici ritrovamenti di extraterrestri e persino le “riprese” dello sbarco sulla Luna (le teorie del complotto non vengono mai da sole).
Ma come ha fatto questa porzione di deserto a circa 160 km da Las Vegas ad alimentare, nel tempo, così tante bufale? A che cosa è servita, davvero, e perché è tenuta così nascosta? Come spesso accade, la realtà è molto più affascinante delle leggende metropolitane.
Perché questa parte remota del Nevada di segreti ne nasconde, ma sono tutti, squisitamente terrestri… Ecco alcuni fatti interessanti sull’Area 51 e la sua storia.
1. Esiste davvero. L’esistenza dell’Area 51 è stata riconosciuta ufficialmente nel 2013, quando un documento redatto da due storici della CIA nel 1992 è stato declassificato. Il documento è il primo a nominare esplicitamente l’area (il cui nome in precedenza veniva sempre occultato con inchiostro nero) e a indicarla su una mappa. In esso si trova la conferma che in questo luogo furono portati avanti diversi programmi per testare aerei militari segreti, tra cui i velivoli-spia che sorvolarono l’Unione sovietica durante la Guerra Fredda.
2. Come fu scoperta? Nel 1955, alcuni funzionari della CIA in cerca di un luogo in cui fare esperimenti su un nuovo tipo di velivolo militare invisibile ai radar (l’U-2) sorvolarono quella che sembrava una vecchia pista aerea abbandonata nei pressi del Groom Lake, il letto prosciugato di un antico lago salato. L’area, un vecchio poligono da tiro utilizzato per addestramenti durante la Seconda Guerra Mondiale, si trovava a 160 km da Las Vegas e confinava con il Nevada Test Site, un sito dove furono condotti oltre 700 tra i test atomici dell’Autorità per l’Energia Nucleare statunitense. Era talmente pericolosa e isolata che nessuno si sarebbe spinto fino a lì: perfetta per testare tecnologie militari segrete e addestrare i piloti.
3. Perché si chiama così? Le origini del nome di questo terreno appartenente alla Nellis Air Force Base (una base militare statunitense che controlla un’area di 1,2 milioni di ettari e 12.959 km quadrati di spazio aereo ristretto) non sono chiarissime. Si pensa derivi dal sistema di numerazione a griglia usato dall’Autorità per l’Energia Nucleare, che già possedeva una vasta area del Deserto del Nevada dove venivano compiuti test nucleari nei primi anni ’50.
Il nome asettico e burocratico doveva passare il più possibile inosservato, e per rendere il luogo più appetibile agli addetti ai lavori fu scelto anche il termine più “eccitante” di Paradise Ranch. Curiosamente, questa seconda denominazione è stata nel tempo offuscata dalla prima, più criptica.
4. perché è diventata il luogo preferito dai cospirazionisti? Come se i test nucleari e i test di aerei-spia non fossero temi abbastanza spaventosi, l’Area 51 è passata alla storia come il simbolo della volontà dell’esercito degli Stati Uniti di tenere nascosta al mondo la verità sugli extraterrestri.
Nel luglio 1947, sulla prima pagina del Roswell Daily Record si riferiva di un presunto disco volante catturato sopra un ranch della regione di Roswell, e portato nell’Area 51 per uno studio ravvicinato. I militari USA dissero che il misterioso oggetto era in realtà un pallone meteorologico. Nel settembre 1994, un rapporto ufficiale svelò però la vera storia: non si trattava di un semplice pallone meteo, ma di un sistema di palloni d’alta quota top secret per individuare le onde sonore causate da test nucleari sovietici.
a vera associazione di questo luogo con gli alieni esplose, tuttavia, negli anni ’80, quando un uomo di nome Robert Lazar disse a un’emittente televisiva di Las Vegas di aver lavorato in un’area chiamata S-4 vicino all’Area 51, in cui si studiava la tecnologia dei dischi volanti caduti.
Le sue affermazioni suscitarono un polverone, ma si rivelarono false, come anche le esperienze del presunto ingegnere: a differenza di quanto affermato, non aveva studiato al MIT né alla Caltech, né aveva lavorato al Los Alamos National Laboratory.
5. gli Oggetti volanti non identificati ci passavano davvero. Se l’Area 51 è stata più volte associata agli UFO, è soprattutto per via del programma militare sugli aerei U-2 iniziato in questo luogo nel 1955. Questi velivoli – impiegati dagli USA in missioni di ricognizione durante la Guerra Fredda – erano invisibili ai radar e capaci di volare così in alto da essere irraggiungibili dalla contraerea: potevano raggiungere i 18 mila metri di altitudine, una quota più alta di quella di qualunque altro aereo. All’epoca, gli aerei di linea arrivavano a 6 km di quota: nessuno pensava che si potesse volare tanto in alto.
Inoltre gli U-2 apparivano “luccicanti” per un curioso effetto ottico. Alla quota a cui volavano, il Sole non era ancora tramontato: risultavano quindi illuminati, mentre i piloti che viaggiavano a quote inferiori si trovavano già al buio.
Molti dei presunti avvistamenti di UFO erano noti agli ufficiali dell’Air Force come test di U-2, ma alimentare le superstizioni era spesso più facile che svelare questioni militari strettamente confidenziali.
6. è ancora in uso. L’area è utilizzata ancora oggi per addestrare i piloti a scenari di combattimento, per sviluppare nuove tecnologie aree e droni da ricognizione. Le immagini di Google Earth mostrano piste di decollo ben mantenute e alcuni nuovi gruppi di edifici costruiti negli ultimi dieci anni.
7. vi si sono svolti Test eccellenti. Negli anni ’50, dall’Area 51 fu fatto volare uno dei primi droni creati dalla CIA: somigliava a un’aquila gigante e serviva a sorvegliare il Mar Caspio e individuare aliscafi sovietici nascosti. Dopo il programma U-2, in questa parte di deserto furono testati altri aerei spia, come il Lockheed A-12 Oxcart usato poi nella Guerra in Vietnam. Qui furono condotti anche i primi test dell’F-117 Nighthawk, il primo aereo invisibile ai radar usato nella Guerra del Golfo, e nei conflitti in Jugoslavia e in Iraq. Si pensa che in quest’area sia stato testato inoltre l’elicottero Blackhawk, usato dai Navy Seals per raggiungere il nascondiglio di Bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, e ucciderlo.
8. silenzi e veleni. L’Area 51 è sulle mappe, ma anche solo avvicinarvisi è un’impresa. Proprio per i test di velivoli spia, il suo perimetro è strettamente sorvegliato da guardie armate in tenuta mimetica, che sono anche tra le prime vittime di tanta segretezza. Negli ultimi anni questi militari si sono battuti per avere indennizzi per i problemi respiratori causati dai rivestimenti tossici usati per schermare i caccia dai radar.
9. Trappola per turisti. Chi tentasse di oltrepassare le recinzioni dell’Area 51 rischierebbe 1.000 dollari (850 euro) di multa o sei mesi di prigione (o entrambi, come chiariscono alcuni minacciosi cartelli attorno alla base). I turisti possono sempre ripiegare sulla vicina Rachel (Nevada) il cui sito rivendica “una popolazione umana di 98 abitanti, e aliena di ??“.
Anche altri vicini centri abitati hanno investito sul turismo a sfondo ufologico cambiando i nomi dei locali, e delle strade, per ricordare esseri con le antenne e teorie cospirative. Dal 1996 esiste persino la Extraterrestrial Highway: è una statale poco trafficata che costeggia l’Area 51 e che prima si chiamava soltanto Nevada State Route 375.
Gli obbiettivi delle scie chimiche
• Modificazione meteorologica e climatica (scopo assodato, anzi riconosciuto ufficialmente. Si vedano i numerosi brevetti tradotti in tecnologie e le pur ambigue ammissioni ufficiali).
• Accecamento dei radar nemici (dimostrato. Si vedano i brevetti ed i ritrovati tecnologici).
• Creazione nell’atmosfera di un’antenna elettromagnetica oltre l’orizzonte, col fine di ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali in ambito strategico-militare (dimostrato).
• Danneggiamento delle colture agricole basate su piante non modificate geneticamente (rilevato in modo empirico).
• Distruzione della coltre di ozono (forse è un effetto collaterale dell’operazione, ma non è escluso che sia un fine scientemente perseguito).
• Mappatura elettronica del territorio (provato. Si veda il Progetto R.F.M.P.).
• Inquinamento degli ecosistemi per determinare un incremento esponenziale del costo delle risorse idriche ed agricole residue (dimostrato empiricamente).
• Sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di peso per il sistema, come i pensionati, i malati cronici (registrato empiricamente).
• Sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica (acclarato. Si vedano anche i documenti governativi declassificati).
• Diffusione diretta ed indiretta di agenti patogeni e quindi di malattie, alcune delle quali del tutto ignote sino a pochi lustri fa, con gli scopi precipui di favorire le multinazionali farmaceutiche e di indebolire la popolazione (registrato empiricamente. Si considerino i dati epidemiologici).
• Modificazione del D.N.A. umano in modo da impedire un’evoluzione genetica (ipotizzato da numerosi ricercatori, tra cui Tom Montalk).
• Controllo del pensiero e del comportamento, attraverso soprattutto l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza o la diffusione di composti del litio (pressoché dimostrato).
• Diffusione di nanomacchine negli organismi umani col fine di controllare, rintracciare, monitorare, manipolare mentalmente, per mezzo dell’emissione di impulsi elettromagnetici, interi gruppi umani. Forse queste nanomacchine potranno essere attivate quando le persone, in un futuro non lontano, saranno dotate di microprocessori sottocutanei (ipotesi che può sembrare inverosimile, ma, in realtà avvalorata da una serie di brevetti e dalla produzione e diffusione di apparecchiature elettroniche volte al controllo degli individui).
• Creazione di un ambiente atto alla proiezione di immagini olografiche in vista di una falsa invasione aliena (ventilato da qualche studioso e collegato al Progetto Bluebeam).
Le scie chimiche
Ogni giorno se alziamo lo sguardo al cielo possiamo notare che oltre alle nuvole ci sono anche delle strane scie di condensa, proprio come quella che lasciano gli aerei al loro passaggio, ma le scie lasciate dagli aerei in quota sono piuttosto corte e si dissolvono poco dopo passaggio dell aereo stesso. Invece ce ne sono altre che non spariscono ma restano visibili a lungo; Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti sostanze: bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura). Sono state rintracciati anche altri elementi e composti:, torio e cesio radioattivi, rame, titanio, silicio, litio, cobalto (scie azzurre?), piombo (scie nere?), etilene dibromide o dibromuro (un insetticida molto tossico ufficialmente bandito dall’E.P.A. l’Agenzia per la protezione dell’ambiente negli Stati Uniti) etc. Sono stati pure rintracciati agenti patogeni, come pseudomonas aeruginosa, pseudomonas fluorescens, serratia marcescens, streptomiceti, virus, viron, ossia virus modificati geneticamente etc. Ogni volta che guardi il cielo e vedi queste scie ci stanno danneggiando e i governi lo permettono.




Presentazione
Questo blog è nato dalla mia curiosità di scoprire e approfondire il tema degli Ufo, e delle esperienze paranormali o misteriose che alcuni hanno avuto, si garantisce anonimato x info e consulenza contattatemi nella sezione contatti tramite e-mail.

