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Non perdetevi questa fantastica serie se vi piacciono Ufo e Alieni
Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa di comprensibile. (Albert Einstein)
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Non perdetevi questa fantastica serie se vi piacciono Ufo e Alieni
Un puntino luminoso in cielo che poi scompare dietro le nuvole.
La decisione di interrompere il progetto BLUE BOOK maturò in seguito alla pubblicazione del rapporto conclusivo “Scientific Study of Unidentified Flying Objects”, ma piĂą noto come il rapporto Condon. Uno studio sugli UFO fatto tra il 1966 e il 1968, dall UniversitĂ del Colorado sotto la supervisione del fisico Statunitense Edward Condon. Il rapporto Condon aveva concluso che 21 anni di investigazioni sugli UFO non aveva prodotto prove rilevanti sotto il profilo scientifico.
Le conclusioni dell USAF alla fine del progetto Blue Book, furono che gli UFO non costituivano una minaccia per gli Stasti Uniti e che gli avvistamenti classificati come (non identificati) non mostravano alcuna evidenza di sviluppo tecnologico o principi sconosciuti alla scienza moderna gia da noi conosciuti, ne alcuna prova di essere veicoli Extraterrestri. Uno dei consulenti scientifici piĂą noti del progetto fĂą l astrofisico Josef Allen Hynek ritenuto in seguito uno dei maggiori esponenti dell approccio scientifico ai fenomeni UFO e autore della conosciuta classificazione tipologica degli incotri ravvicinati, (classificazione Hynek)

(tratto da Wikipedia)
La classificazione Hynek è un sistema studiato per discriminare i diversi tipi di avvistamenti di UFO. L’astrofisico statunitense di origine cecoslovacca Josef Allen Hynek (consulente del progetto Blue Book) identificò 6 tipi base di avvistamento, tre a distanza e tre ravvicinati. Gli avvistamenti a distanza hanno un’importanza per lo piĂą statistica, mentre i casi di studio (per esempio sulla fisica del fenomeno) sono per lo piĂą gli incontri ravvicinati, ovvero le osservazioni che avvengono a meno di 200 m di distanza e che offrono al testimone la possibilitĂ di percepire il fenomeno nei suoi dettagli. Di seguito sono riportati i sei tipi di avvistamenti, i quali vanno interpretati unicamente come percezione diversa (per motivi spaziali o tecnologici) dello stesso fenomeno, dovuta ad una differente situazione e quindi possibilitĂ di osservazione: a seconda cioè che l’avvistamento avvenga di notte e di giorno, ad occhio nudo o tramite strumenti, a maggiore o minore distanza.
GLI AVVISTAMENTI A DISTANZA
Luci notturne, bagliori o luci che compiono traiettorie non convenziali per la nostra tecnologia (accelerazioni improvvise, manovre a zigzag con angoli molto stretti, …)
Oggetti diurni, analogo del precedente con l’aggiunta della visione di corpi. In genere metallici circolari o sigariformi, capaci di movimenti che sembrano violare le leggi fisiche conosciute: velocitĂ supersoniche senza produzione del bang sonico, arresti improvvisi seguiti da accelerazioni spaventose, stazionamenti in aria, …
Radar-visuali, tracce sullo schermo radar di target ben definiti (con le caratteristiche dinamiche definite nei precedenti punti) con contemporanea percezione visuale (bagliori, luci od oggetti metallici), nello stesso punto del cielo scandagliato dal radar.
GLI INCONTRI RAVVICINATI
Primo tipo: visione del corpo non identificato nei pressi dell’osservatore, senza interazioni di natura fisica con l’oggetto stesso. L’osservazione è sufficientemente dettagliata da riuscire a distinguere eventuali cupole, oblò, nonchĂ© forma e/o bagliori e suoni (ronzii o sibili) emanati
Secondo tipo: aggiunge al precedente le manifestazioni di effetti fisici di interazione con l’ambiente e le persone.
Tracce sul terreno, come per esempio i noti crop circles o le bruciature del terreno laddove è stato visto l’UFO atterrare. Spesso si hanno piĂą punti in un terreno,disposti secondo una determinata geometria, in cui compare questo genere di fenomeno. Effetti elettromagnetici, subiti dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tipici esempi sono, in presenza di un incontro ravvicinato del II tipo, lo spegnimento della macchina all’improvviso, le interferenze radio o sulla strumentazione di bordo di aerei
Effetti luminosi insoliti, luci emanate dall’UFO in determinate direzioni con comportamento intelligente
Effetti sugli animali, animali spaventati per diverso tempo dopo l’avvistamento.
Effetti sull’uomo, paralisi momentanea, senso di soffocamento,
ustioni, irritazioni agli occhi.
Terzo tipo: aggiunge ai precedenti l’incontro coi presunti occupanti dell’UFO (le razze di alieni piĂą rievate dai contattisti sono: Grigi, Nordici e Rettiloidi)
1 – I primi “oggetti volanti non identificati” definiti come tali, cioè i primi Ufo (erano 9), furono avvistati il 24 giugno 1947 dall’aviatore statunitense Kenneth Arnold. Da lì a poco si cominciò a parlare di “dischi volanti”, civiltĂ extraterrestri e “incontri ravvicinati del 3° tipo” tra umani e alieni. Ma gli avvistamenti esistevano anche prima: gli annali sono pieni di prodigi, fenomeni, apparizioni. Anche in Italia.
2 –
Inseguiti da sfere luminose – Friuli marzo 1945. Una notte, di rientro da una missione sulle Alpi, l’intero equipaggio di un bimotore Boston del 55° Squadrone cacciabombardieri della Raf, di stanza a Forlì, osservò 6 palle di fuoco grandi 3 volte la Luna. Erano allineate come una collana sfilacciata e brillavano di un rosso intenso, come sfere di ferro incandescente. L’aereo effettuò molte manovre per evitarle.
Misteri bellici. Raggiunta la costa a sud di Trieste, il velivolo arrivò a toccare l’acqua per sfuggire alle sfere misteriose, che sembravano aver influenzato gli strumenti di bordo. Fu una delle tante apparizioni di quelli che furono definiti “foo-fighters”, un mistero della Seconda guerra mondiale.
3 – La sfera della contessa – Montespertoli (Fi) 1° novembre 1864 L’ avvistamento piĂą antico tra quelli raccolti in queste pagine è stato riportato dopo soli tre anni dall’UnitĂ d’Italia dalla contessa Baldelli, appassionata di astronomia, sulla rivista Astronomical Register. La nobildonna raccontò che la sua attenzione era stata attratta da un “bianco globo di fuoco molte volte piĂą grande della luna piena” che restava sospeso nell’aria pressochĂ© immobile.
Sfere colorate. Erano le 22:53. Una grande porzione di cielo circostante era illuminata dalla luce bianca con ombre di arancio e blu. Dopo un minuto abbondante.
4 – Alieni e schegge metalliche – Abbiate Guazzone (Va) 24 aprile 1950. Erano le 22 circa quando un operaio notò nell’oscuritĂ uno strano oggetto al suolo: era come una palla schiacciata, alta circa 10 metri, dotata di un portello aperto e di scaletta. Presso l’oggetto c’erano due individui, un terzo era posto sopra una specie di “elevatore meccanico” e stava come saldando, producendo uno scintillìo. Gli individui, alti circa 1,7 m, indossavano scafandri e maschere trasparenti. Pensando di trovarsi di fronte a un aereo sperimentale in avaria, l’uomo offrì il suo aiuto. Gli individui compirono strani gesti, emettendo suoni gutturali.
5 – Un “normale” aereo militare? – Cagliari-Elmas 27 ottobre 1977. Alle 17:48, nei pressi delÂl’aeroporto militare, gli equipaggi di 3 elicotteri del 21° Gruppo squadroni “Orsa Maggiore” dell’Aviazione leggera dell’esercito, in volo d’addestramento, osservarono per alcuni secondi un “cerchio molto luminoso” arancione che si muoveva ad alta velocitĂ alla loro stessa quota. Alle 18:35 pure il personale della torre di controllo osservò l’Ufo in prossimitĂ di uno degli elicotteri. Sorpassatolo lentamente, l’oggetto iniziò a salire aumentando la velocitĂ fino a superare quella di un jet militare. L’Ufo fu osservato da una decina di cittadini e dai militari a terra.
6 –
L’ufo degl agenti delle imposte – S. Pietro a Patierno (Na) aprile 1937. Alle 2 di notte, due agenti delle imposte si trovavano in perlustrazione nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Capodichino, quando sentirono alcune grida. Un agente diresse la sua torcia elettrica in direzione delle voci, e a circa 50 metri illuminò un oggetto che si innalzò da terra a forte velocitĂ . Aveva una struttura simile a due piatti capovolti, di circa 25 metri di diametro e alta da 4 a 6 metri, che si diresse verso il Vesuvio, lasciando dietro di sĂ© una scia luminosa di colore bianco-azzurro.
Con gli oblò. L’oggetto era dotato di luce propria, di colore bianco-argenteo. La parte inferiore era leggermente schiacciata, con una piccola cupola, presente anche nella parte superiore. Sulla sua superficie c’erano 3 file di oblò dai quali fuoriusciva una debole fluorescenza. Malgrado la brevità dell’osservazione, circa 30 secondi, gli agenti rimasero traumatizzati.
7 –
una sfera con due appendici cilindriche vicino al Monte Bianco – Gignod (Ao) 2 luglio 2008. Un pilota di aliante osservò un oggetto bianco avvicinarsi rapidamente alla sua posizione da sotto. Con una virata, l’Ufo si portò in un attimo alla stessa quota. Aveva la forma di una sfera con due appendici cilindriche nella parte inferiore, largo circa due metri e mezzo e, nonostante il forte vento, manteneva una distanza di circa 40 metri. Il pilota chiamò Aosta e chiese se ci fossero altri velivoli in zona. La risposta fu negativa. Dopo circa 5 minuti, l’oggetto passò sopra l’aliante e si allontanò rapidamente. Il testimone era provvisto di Gps, che ha registrato i movimenti dell’aliante: è stato così possibile ricostruire con precisione l’evento, che resta tra i piĂą interessanti degli ultimi anni. Il caso rimane inspiegato, poichĂ© le ipotesi piĂą plausibili sulla natura dell’oggetto (aerostato o drone) risultano poco convincenti a un’analisi approfondita.
8 –
Palombaro volante
– Pescara
15 giugno 1993.
Un comandante dei Vigili del fuoco, in una relazione per il ministero
dell’Interno, dichiarò che, mentre stava svolgendo l’attività di
istruttore di volo a bordo di un elicottero AB 412 con altri 4 piloti a
un’altezza di circa 600 metri, all’improvviso notò un oggetto che gli
veniva addosso e riuscì a evitare l’incidente solo grazie a una pronta e
abile manovra.
Quasi umano. L’oggetto misterioso era alto 1,3 metri, con
sembianze di un piccolo scafandro con un globo a mo’ di testa. Aveva gli
arti inferiori abbozzati, di colore giallo ocra, e due occhi grandi e
ovoidali. Inoltre avanzava contro vento e salendo di quota. Dopo qualche
secondo, l’umanoide si allontanò velocemente rivolgendo la “schiena”
all’elicottero: l’equipaggio notò, allora, che l’alieno aveva un’antenna
trapezoidale. La torre di controllo fu informata dell’avvistamento, ma i
radar non rilevarono alcun oggetto in volo.






Basta pronunciarne il nome per evocare segreti, velivoli sospetti e cadaveri alieni tenuti nascosti. Tra tutti i luoghi misteriosi, l’Area 51 è forse quella piĂą amata dai cospirazionisti, che vi hanno ambientato fantomatici ritrovamenti di extraterrestri e persino le “riprese” dello sbarco sulla Luna (le teorie del complotto non vengono mai da sole).
Ma come ha fatto questa porzione di deserto a circa 160 km da Las Vegas ad alimentare, nel tempo, così tante bufale? A che cosa è servita, davvero, e perché è tenuta così nascosta? Come spesso accade, la realtà è molto più affascinante delle leggende metropolitane.
PerchĂ© questa parte remota del Nevada di segreti ne nasconde, ma sono tutti, squisitamente terrestri… Ecco alcuni fatti interessanti sull’Area 51 e la sua storia.
1. Esiste davvero. L’esistenza dell’Area 51 è stata riconosciuta ufficialmente nel 2013, quando un documento redatto da due storici della CIA nel 1992 è stato declassificato. Il documento è il primo a nominare esplicitamente l’area (il cui nome in precedenza veniva sempre occultato con inchiostro nero) e a indicarla su una mappa. In esso si trova la conferma che in questo luogo furono portati avanti diversi programmi per testare aerei militari segreti, tra cui i velivoli-spia che sorvolarono l’Unione sovietica durante la Guerra Fredda.
2. Come fu scoperta? Nel 1955, alcuni funzionari della CIA in cerca di un luogo in cui fare esperimenti su un nuovo tipo di velivolo militare invisibile ai radar (l’U-2) sorvolarono quella che sembrava una vecchia pista aerea abbandonata nei pressi del Groom Lake, il letto prosciugato di un antico lago salato. L’area, un vecchio poligono da tiro utilizzato per addestramenti durante la Seconda Guerra Mondiale, si trovava a 160 km da Las Vegas e confinava con il Nevada Test Site, un sito dove furono condotti oltre 700 tra i test atomici dell’AutoritĂ per l’Energia Nucleare statunitense. Era talmente pericolosa e isolata che nessuno si sarebbe spinto fino a lì: perfetta per testare tecnologie militari segrete e addestrare i piloti.
3. PerchĂ© si chiama così? Le origini del nome di questo terreno appartenente alla Nellis Air Force Base (una base militare statunitense che controlla un’area di 1,2 milioni di ettari e 12.959 km quadrati di spazio aereo ristretto) non sono chiarissime. Si pensa derivi dal sistema di numerazione a griglia usato dall’AutoritĂ per l’Energia Nucleare, che giĂ possedeva una vasta area del Deserto del Nevada dove venivano compiuti test nucleari nei primi anni ’50.
Il nome asettico e burocratico doveva passare il piĂą possibile inosservato, e per rendere il luogo piĂą appetibile agli addetti ai lavori fu scelto anche il termine piĂą “eccitante” di Paradise Ranch. Curiosamente, questa seconda denominazione è stata nel tempo offuscata dalla prima, piĂą criptica.
4. perchĂ© è diventata il luogo preferito dai cospirazionisti? Come se i test nucleari e i test di aerei-spia non fossero temi abbastanza spaventosi, l’Area 51 è passata alla storia come il simbolo della volontĂ dell’esercito degli Stati Uniti di tenere nascosta al mondo la veritĂ sugli extraterrestri.
Nel luglio 1947, sulla prima pagina del Roswell Daily Record si riferiva di un presunto disco volante catturato sopra un ranch della regione di Roswell, e portato nell’Area 51 per uno studio ravvicinato. I militari USA dissero che il misterioso oggetto era in realtĂ un pallone meteorologico. Nel settembre 1994, un rapporto ufficiale svelò però la vera storia: non si trattava di un semplice pallone meteo, ma di un sistema di palloni d’alta quota top secret per individuare le onde sonore causate da test nucleari sovietici.
a vera associazione di questo luogo con gli alieni esplose, tuttavia, negli anni ’80, quando un uomo di nome Robert Lazar disse a un’emittente televisiva di Las Vegas di aver lavorato in un’area chiamata S-4 vicino all’Area 51, in cui si studiava la tecnologia dei dischi volanti caduti.
Le sue affermazioni suscitarono un polverone, ma si rivelarono false, come anche le esperienze del presunto ingegnere: a differenza di quanto affermato, non aveva studiato al MIT né alla Caltech, né aveva lavorato al Los Alamos National Laboratory.
5. gli Oggetti volanti non identificati ci passavano davvero. Se l’Area 51 è stata piĂą volte associata agli UFO, è soprattutto per via del programma militare sugli aerei U-2 iniziato in questo luogo nel 1955. Questi velivoli – impiegati dagli USA in missioni di ricognizione durante la Guerra Fredda – erano invisibili ai radar e capaci di volare così in alto da essere irraggiungibili dalla contraerea: potevano raggiungere i 18 mila metri di altitudine, una quota piĂą alta di quella di qualunque altro aereo. All’epoca, gli aerei di linea arrivavano a 6 km di quota: nessuno pensava che si potesse volare tanto in alto.
Inoltre gli U-2 apparivano “luccicanti” per un curioso effetto ottico. Alla quota a cui volavano, il Sole non era ancora tramontato: risultavano quindi illuminati, mentre i piloti che viaggiavano a quote inferiori si trovavano giĂ al buio.
Molti dei presunti avvistamenti di UFO erano noti agli ufficiali dell’Air Force come test di U-2, ma alimentare le superstizioni era spesso piĂą facile che svelare questioni militari strettamente confidenziali.
6. è ancora in uso. L’area è utilizzata ancora oggi per addestrare i piloti a scenari di combattimento, per sviluppare nuove tecnologie aree e droni da ricognizione. Le immagini di Google Earth mostrano piste di decollo ben mantenute e alcuni nuovi gruppi di edifici costruiti negli ultimi dieci anni.
7. vi si sono svolti Test eccellenti. Negli anni ’50, dall’Area 51 fu fatto volare uno dei primi droni creati dalla CIA: somigliava a un’aquila gigante e serviva a sorvegliare il Mar Caspio e individuare aliscafi sovietici nascosti. Dopo il programma U-2, in questa parte di deserto furono testati altri aerei spia, come il Lockheed A-12 Oxcart usato poi nella Guerra in Vietnam. Qui furono condotti anche i primi test dell’F-117 Nighthawk, il primo aereo invisibile ai radar usato nella Guerra del Golfo, e nei conflitti in Jugoslavia e in Iraq. Si pensa che in quest’area sia stato testato inoltre l’elicottero Blackhawk, usato dai Navy Seals per raggiungere il nascondiglio di Bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, e ucciderlo.
8. silenzi e veleni. L’Area 51 è sulle mappe, ma anche solo avvicinarvisi è un’impresa. Proprio per i test di velivoli spia, il suo perimetro è strettamente sorvegliato da guardie armate in tenuta mimetica, che sono anche tra le prime vittime di tanta segretezza. Negli ultimi anni questi militari si sono battuti per avere indennizzi per i problemi respiratori causati dai rivestimenti tossici usati per schermare i caccia dai radar.
9. Trappola per turisti. Chi tentasse di oltrepassare le recinzioni dell’Area 51 rischierebbe 1.000 dollari (850 euro) di multa o sei mesi di prigione (o entrambi, come chiariscono alcuni minacciosi cartelli attorno alla base). I turisti possono sempre ripiegare sulla vicina Rachel (Nevada) il cui sito rivendica “una popolazione umana di 98 abitanti, e aliena di ??“.
Anche altri vicini centri abitati hanno investito sul turismo a sfondo ufologico cambiando i nomi dei locali, e delle strade, per ricordare esseri con le antenne e teorie cospirative. Dal 1996 esiste persino la Extraterrestrial Highway: è una statale poco trafficata che costeggia l’Area 51 e che prima si chiamava soltanto Nevada State Route 375.